My Writings. My Thoughts.
Arte generativa – intro
// febbraio 2nd, 2010 // 2 Comments » // Art, Generative art, Learn, Math, Processing, Senza categoria

Descriverei come Arte Generativa, l’arte di trasformare i numeri in processi visivi.
Per fare arte generativa non si deve essere solo un designer, ma (purtroppo) si deve conoscere un po’ di matematica e un pizzico di programmazione. Vi premetto che non sono una cima in matematica ne tanto meno un programmatore, e sono convinto che chiunque, come me, con un po’ di curiosità, possa seguire questo blog.
L’arte Generativa è l’integrazione e la sintesi di vari processi matematici concepiti per generare eventi e valori. Con software specifici, è possibile generare diversi tipi di eventi, oggetti statici o animati, oppure oggetti interattivi. Avviare un programma generativo vuole dire fare partire un processo autonomo, che crea immagini grafiche sullo schermo, assolutamente imprevedibili e irrepetibili, ma andiamo per ordine.
Inizierei con darvi qualche riferimento concreto e visivo di ciò che andremo ad analizzare.
Buona visione.
Brownian motion with processing from Pedro M Cruz on Vimeo.
Lia_4_DHUB from Lia on Vimeo.
Decode Recode from Lia on Vimeo.
Construction 76 from Lia on Vimeo.
MOTOR / AMBIENT REEL from KU-SCHNEIDER on Vimeo.
Questi sono solo alcuni esempi di cosa si riesce a fare con software generativi. Ricordo una delle prime applicazioni che ho utilizzato, si chiamava Signwave Autoillustrator di Ward Adrian. Autoillustrator sembrava essere un piccolo illustrator ma con dei buffi tools, ad esempio c’era uno strumento chiamato BUGS il quale aggiungeva sul canvas (stage) dei veri e propri scarafaggi della grandezza di pochi pixel, che disegnavano le proprie traiettorie (delle linee rette) e cambiavano direzione (in modo radom) solo quando incontravano una traiettoria già tracciata da un’altro bug. Rimanevo a bocca aperta per ore davanti al monitor osservando quello che stavano disegnando gli scarafaggi… Una micro artificial intelligence! Che figata! In quegli anni (si parla del 1999…) circolavano molti altri software generativi, ma Auto Illustrator era un po’ come Adobe Dreamweaver per i designer: zero code ma con le proprie limitazioni, esattamente come Dreamweaver… (non ce l’ho con Dremweaver :) ).
In quegli anni seguivo molto Joshua Davis, artista Digitale di NY, che con il suo P R A Y S T A T I O N .com, si beccava da me minimo 40 retuning visitor al giorno (e altrettante quelle di Alexander Frank, il mio compagno di giochi quando lavoravamo insieme ;)). Joshua Davis generava le proprie composizioni con Adobe Flash (all’epoca proprietà Macromedia), la cosa bella è che metteva anche a disposizione il proprio codice! Potevi scaricare il file sorgente e studiartelo, ma ahimè non ci capivo nu cazz…E’ è stato così per molto tempo, quindi mi limitavo a fare esperimenti con Auto Illustrator e con Adobe Illustrator.
Da qualche tempo sto apprezzando Processing, un software in grado di disegnare tramite codice e non solo.
“Processing is an open source programming language and environment for people who want to program images, animation, and interactions. It is used by students, artists, designers, researchers, and hobbyists for learning, prototyping, and production. It is created to teach fundamentals of computer programming within a visual context and to serve as a software sketchbook and professional production tool.“
La descrizione la dice lunga su quel “open source programming language” specialmente sul “programming“, che noi designer badiamo tenere a dovuta distanza… Una sola riga di codice potrebbe farci venire il mal di testa! Giusto, ma progettando e pensando da codice ha i suoi mooolti vantaggi!
Immaginate un sistema, un mondo generato da particelle (prendiamo ad esempio i soliti cerchietti che ci piacciono tanto :)) e immaginate di avere il controllo di tutte le singole proprietà legate tra di loro per posizionare randomicamente i replicanti, sempre rispettando vincoli da noi imposti ad esempio:

A colpo d’occhio i cerchietti sembrerebbero generati e posizionati in modo casuale, ma ci sono regole che non notiamo a colpo d’occhio. Il sistema infatti interpreta e segue delle condizioni, ad esempio tutti i cerchi sono generati intorno a delle coordinate x, y ben definite e la composizione non va oltre altre coordinate x1, y1 (sempre stabilite), identificheremo x, y e x1,y1 come variabili entro i quali il progetto dovrà esistere. Una volta stabiliti i parametri e nel momento in cui mandiamo in esecuzione il programma (runtime), questo interpreterà il codice costruendo di volta in volta il nostro scenario. Con le variabili sempre fisse, avremo sempre lo stesso disegno, ma se cominciamo a giocarci, modificando i valori, o facendoli (ri)generare di volta in volta, la nostra composizione sarà sempre diversa. La nostra bravura sarà solo quella di “suggerire” al programma quale sono le cose da rispettare e quali non.
Nei prossimi articoli cercherò di allieveriare le vorstre letture con altri (mano)scritti legati a concetti matematici base, esempi visivi, codice su cui ragionare e quant’altro legato al futuro della progettazione visiva.
Stay tuned ;)
PS. Potete commentare non vi mangia nessuno :)
The Sixth Sense
// gennaio 30th, 2010 // No Comments » // Generative art, Installation
Venerdi sera, fuori piove… Mi piace stare in casa (da poco vivo da solo) ed essere online, aggiornare il mio blog e navigare nella rete… Semplicemente con il mio laptop connesso al mio iPhone… a proposito, lo dico da Mac Fan UltraUser, ma mi spiegate aCheCazzoServe l’iPad?!?!?!?! Comunque, riallacciandoci alla mia storia, è da quel 1984 che sognavo una cosa così!!! Perdonate il mio entusiasmo ma senza la tecnologia oggi non saprei proprio cosa fare… :)
By the way, navigando qua e la ho trovato una cosa che potrebbe far invidia al caro Steve Jobs, Un sistema molto simile a quello usato da Tom Cruise in Minority Report definito dai propri sviluppatori “The Sixt Sense”. Sarà il futuro?
Già qualche anno fa, Vodafone fece un’operazione di marketing online per mettere in mostra la propria tecnologia e quello che sarebbe (visione fantascientifica) riuscita a fornire ai propri clienti in una realtà futura apparentemente molto vicina. Il progetto si chiamava “Vodafone Future Vision“, il link purtroppo non è più attivo, ma ho reperito comunque degli screenshoot dai mitici North Kingdom (l’agenzia che ha curato la campagna online):

Il “Sesto Senso” potrebbe anche permettere l’accesso ad informazioni aggiuntive a supporto della realtà e della vita quotidiana, un concetto molto simile a quello dell’ augmented reality, le applicazioni potrebbero essere le più disparate.
Il senso che ci farà interagire con le macchine, sarà un bene? Non vi sembra un po’ quello che i fratelli Fratelli Wachowski avevano immaginato per l’inizio del loro Matrix? (rimando alla visione di Animatrix).
Cosa ci aspetterà il futuro?
Ahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahaha…
Buona visione :)
COP15 Generative Identity Software
// gennaio 25th, 2010 // 4 Comments » // Generative art, Math, Processing, Senza categoria
Created by London-based design studio okdeluxe, COP15 generative identity software is a Processing application created for the United Nations Climate Change Conference held in Copenhagen in 2009. The software adds dynamic, real-time movement to the logo by adding a series of parameters like flocking and flow fields.
The animation software is customizable to render out a large variety of styles and moods in formats useable for broadcast HD-TV and vector-graphics for printed media. Developed in collaboration with NR2154 and shiftcontrol.
okdeluxe is a London-based design studio producing generative graphics software & visualisation tools, user interface concepting, design and prototyping, interactive media installations & responsive environments and bespoke installations and products. Keep an eye on studio’s work in-progress here :
COP15 – Generative Identity Software
COP15 Generative Identity Software – Evolutions Light from okdeluxe on Vimeo.
COP15 Generative Identity Software – Logo Fade from okdeluxe on Vimeo.
COP15 Generative Identity Software – Evolutions Dark from okdeluxe on Vimeo.
OASIS
// gennaio 25th, 2010 // No Comments » // Art, Generative art, Installation, Math, Processing, Senza categoria
Oasis, è una complessa istallazione digitale creata in Processing. Il concetto è semplice: catturare dal piano coperto di sabbia un’area, generare al suo interno le particelle e (retro)proiettarle sul piano stesso.
In Processing possiamo catturare un video in tempo reale. In questo caso partiamo da un piano inizialmente scuro coperto di sabbia. Spostando la sabbia, la luce generata dal retro proiettore viene catturata dalla videocamera trasformandola in area destinata alla vita. Il software quindi genera particelle, in questo caso pesciolini e particelle, che vengono proiettate nell’area più luminosa. La vita sembra toccare i bordi del piccolo stagno, dando così un senso di intelligenza artificiale ai micro abitanti digitali. Tutta l’istallazione funziona proprio per questo, grazie alla manualità ed all’interazione uomo/macchina. Immaginate un sistema di particelle all’interno di un area ben specifica sullo schermo, per quanto il sistema particellare sia ultramegastrafico, l’area e così di conseguenza le variabili, saranno sempre definite dall’uomo (lo spaccaCodici di turno :)).
Ho utilizzato questa fattispecie per introdurre le potenzialità di Processing, software che citerò spesso su questo blog, e di quanto gli artisti/coder di arte generativa tendano a simulare, con algoritmi e funzioni matematiche, la natura ed eventi fisici. La natura è retta da formule matematiche perfette come la sezione aurea e il numero di fibonacci interpretate già in passato dal grandissimo Leonardo o più vicino a noi Le Corbusier, Mondrian.
Take a look.
OASIS from yunsil heo on Vimeo.
ROY LICHTENSTEIN – Meditations on Art
// gennaio 18th, 2010 // 1 Comment » // Art, Evento, Mostra, Senza categoria

ROY LICHTENSTEIN
Roy Lichtenstein torna ad esporre in Europa con una grande mostra antologica che si preannuncia come uno degli eventi artistici più importanti del nuovo anno.
La mostra, a cura di Gianni Mercurio, si inaugurerà alla Triennale di Milano il 25 gennaio e, nel mese di luglio, sarà trasferita al Ludwig Museum di Colonia, dove rimarrà aperta al pubblico fino al 3 ottobre 2010.
Realizzata in collaborazione con The Roy Lichtenstein Foundation e prodotta dalla Triennale di Milano e da Alphaomega Art, in collaborazione con il Comune di Milano, l’esposizione include oltre cento opere, tele per lo più di grande formato, oltre a numerosi disegni, collages e sculture provenienti da prestigiose collezioni pubbliche e private internazionali, tra le quali il Ludwig Museum di Colonia, il Ludwig Forum di Aachen, il Louisiana Museum di Copenaghen, il Whitney Museum e il Gugghenheim Museum di New York, il Moderner Kunst Museum di Vienna, the Broad Art Foundation di Los Angeles.



